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Il catcalling un fenomeno diffuso da sempre, ma senza una regolamentazione

Ultimamente si è tornati a parlare del fenomeno del “catcalling” o anche conosciuto in Italia come “pappagallismo“, a seguito delle ultime denunce sui social di molti personaggi famosi.

Questa tipologia di atti, comunemente associati alla molestie di strada, consistono nel manifestare nei confronti di una persona sconosciuta apprezzamenti di vario tipo e mai condivisi dalla stessa.

Si considerano tali i fischi, commenti indesiderati, avance sessuali, strombazzamenti con il clacson, inseguimenti, gesti espliciti e palpeggiamenti.

Questi possono includere anche insulti razziali, omofobici o transfobici. Di norma sono principalmente rivolti dagli uomini nei confronti dell’altro sesso e sono volti a manifestare esplicitamente vari tipi di molestie e, in particolare, nei casi più lievi nell’indirizzare all’altra persona dei “rumori con la bocca” e nei casi più gravi a delle forme di violenza sessuale, stalking, aggressione e stupro.

Il molestatore può anche reiterare il suo comportamento seguendo la persona, indirizzandole altre richieste come il numero di telefono, indirizzo, destinazione, nome e cognome o, ancora, potrebbe anche scattare delle fotografie o addirittura fare dei video.

Tutte queste situazioni, seppur ancora non abbiano una cornice normativa, costituiscono sicuramente una grande forma di disagio e di ribrezzo da parte di chi li riceve.

Infatti, colui che compie questi gesti, secondo il suo pensiero, intende esprimere delle forme di apprezzamento nei confronti dell’altra persona, ma fa comunque passare il messaggio sbagliato perché  la persona che le riceve può sentirsi derisa e umiliata.

Il cat calling rivela, nella maggioranza dei casi, il messaggio di avere poca stima di quella persona in quanto viene assimilata a oggetto del desiderio o bersaglio di frasi sessiste e molto volgari rivolte frequentemente al corpo della vittima.

Nel corso degli ultimi anni molti Stati si stanno muovendo nel sanzionare con multe queste forme di molestia, come per esempio in Francia che nel 2018 ha introdotto una sanzione pecuniaria contro questa forma di atti.

In Italia ancora non esiste, nel campo penale, un reato ad hoc.

Quindi, più comunemente potrebbero entrare in gioco i classici reati delle molestie, ex art. 660 c.p., o gli atti persecutori, ex art 612 bis c.p.

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