L’emergenza sanitaria ed economica che sta affrontando l’Italia è la peggiore dal secondo dopo guerra ad oggi. Migliaia di persone ricoverate in tutta Italia per combattere una delle battaglie più importanti della loro vita e molte altre confinate a casa per la quarantena obbligatoria dovuta all’esito positivo del tampone con sintomi lievi che si dovranno curare nel proprio domicilio.

La diffusione del Covid-19 (o meglio conosciuto come coronavirus) si è, più o meno, diramato in tutta Italia e ciò ha spinto l’attuale governo ad attuare misure drastiche per la chiusura di ogni tipo di attività, per evitare gli assembramenti e consigliare “caldamente” di evitare qualsiasi tipo di uscita se non per ragioni di assoluta necessità ed urgenza.

Questa decisione, al contempo, sta provocando (e lo farà per molto altro tempo dopo il superamento dell’epidemia) una crisi economica senza scampo. I piccoli imprenditori, i commercianti, gli artigiani, le piccole botteghe, ristoratori e titolari di b&b, gli operai, i lavoratori part-time ed i precari difficilmente hanno le risorse per fronteggiare questo momento e ricominciare un domani le proprie attività.

L’impossibilità di poter svolgere il proprio umile lavoro comporta per molti italiani inevitabilmente l’incapacità di poter far fronte alle esigenze primarie di vita, ovvero di poter fare la spesa al supermercato per non morire di fame.

Al sud Italia e principalmente a Palermo (città da cui si scrive) l’Autorità di Pubblica Sicurezza è dovuta intervenire nei grandi centri commerciali per evitare gli assalti ai supermercati da parte delle persone meno abbienti.

Ed infatti, da molti è partita l’iniziativa “social” di assaltare i supermercati, con tanto di pubblicazioni su “Facebook” o su gruppi nati su whatsapp, per fare fronte comune per il proprio bisogno fondamentale.

A chi inneggia, però, alla possibilità di “farla franca” perché “l’unione fa la forza” e che “la Polizia non può fare niente” contro un esercito di persone pronte a farsi rispettare, non è esattamente così.

L’assalto al supermercato, seppur costretti dallo stato di necessità (che potrebbe indurre taluni a credere di poter incorrere in una causa di giustificazione e quindi alla non commissione del reato), è a tutti gli effetti un reato commesso con l’aggravante dell’esposizione alla pubblica fede e in concorso con molte persone.

Occorre,  a tal fine, ricordare che l’art. 625 c.p. prevede la pena per il fatto previsto dall’art. 624 della reclusione da 2 a 6 anni e della multa da 927 euro a 1.500 euro.

Fortunatamente, il Governo ed i singoli Comuni, capendo la situazione di difficoltà hanno immediatamente avviato dei canali per il sostegno alimentare delle famiglie in difficoltà e hanno immesso all’interno dei siti ufficiali dei Comuni stessi dei link dove poter inviare la propria domanda per l’aiuto richiesto.

Evitate gli assalti ai supermercati perché comunque, prima o dopo, verreste inevitabilmente identificati e perseguitati ai fini di legge e, a quel punto, trovare una strategia difensiva per un’assoluzione nel merito risulterebbe particolarmente complicato.

Per ogni esigenza non esitate a contattarmi!

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