L’articolo 658 del codice penale cita testualmente che è punito con l’arresto fino a 6 mesi e con l’ammenda da € 10 a € 516 “chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio” .

La contravvenzione citata, quindi, persegue ogniqualvolta l’autore in situazioni molto caotiche (si pensi durante un’assemblea, ad un evento pubblico, all’interno di un centro commerciale, ecc.) diffonda una falsa notizia che suscita il c.d. procurato allarme nei confronti delle persone presenti all’evento.

Si pensi, ad esempio, alla situazione in cui durante un comizio in piazza una persona comincia a diffondere la voce che ci sia una bomba pronta ad essere innescata.

Appare evidente che, in un contesto del genere, provocare un allarme immediato nei confronti della folla è totalmente assicurato.

Un caso simile è avvenuto proprio qualche tempo fa durante la finale di champion’s a piazza San Carlo a Torino quando durante la visione della partita nel maxischermo un ragazzo, a seguito dello scoppio di un petardo, annunciava l’ipotesi di un attentato.

In tale situazione il clima di panico si è diffuso nel giro di pochissimi secondi, portando inevitabilmente a migliaia il numero dei feriti.

Il contesto descritto è solo una delle ipotesi di reato addebitabili in concorso al reo, punibile sicuramente anche per altri tipi di condotte illecite.

Nel caso di specie, gli arrestati, vari soggetti di nazionalità magrebina furono indagati anche per omicidio preterintenzionale.

Il procurato allarme potrebbe scatenarsi anche nel caso in cui una persona mascherandosi da un personaggio di un film horror, con vena molto scherzosa, decida di spaventare i passanti.

Ed infatti, la persona spaventata ben potrà tutelare i suoi diritti tramite una denuncia per procurato allarme.

Il caso di specie è per ora molto comune in Sicilia con le apparizioni del personaggio protagonista del film horror “The ring”, Samara, che ultimamente si sta divertendo a spaventare di notte i vari passanti provocando timore e allarme.

Attenzione, perché una possibile denuncia potrebbe costare molto caro allo “spaventatore seriale”.

6 Commenti

  1. Alessandro Bracciali-Reply
    18 Gennaio 2020 at 8:30

    Sono un tecnico ascensorista, tempo fa ricevo dal ns call center la segnalazione di pericolo dovuta ad un ascensore che si muoveva con le porte aperte, immediatamente allarmato mi precipito sul condominio in questione con la paura di quello che può capitare, nella maggioranza dei casi un incidente mortale di un utente, rilevando che l’ascensore funzionava perfettamente e che quindi si era trattato di un falso allarme, risentito parlo con l’autore della chiamata (amministratore di condominio) rimproverandogli la leggerezza con cui. Ha diffuso tale allarme. Sarebbe stato un caso di procurato allarme?

    • Avv. Gabriele Leone-Reply
      20 Gennaio 2020 at 16:04

      Salve. per rientrare nell’alveo del procurato allarme serve un’esigenza di maggiore pericolo rispetto al caso prospettato.

  2. Stefano-Reply
    16 Aprile 2020 at 14:46

    Salve avvocato, a fine agosto dopo un litigio con mia moglie sono uscito di casa con la macchina e mi sono imbattuto in una prostituta, la quale, dopo la contrattazione per la prestazione, mi ha invitato a prendere un sentiero ma la macchina per la pioggia dei giorni precedenti è rimasta bloccata in mezzo alla palude. Dopo vari e inutili tentativi di rimuoverla ho dovuto chiamare un carroattrezzi. A mia moglie, che nel frattempo mi avevo chiamato più volte , per giustificare il ritardo ho inventato di essere stato fermato da due malviventi che si erano impossessati della mia macchina e ho raccontato che me l’avrebbero fatta riavere dopo un’oretta in posto indicatomi al momento della “rapina”. Invitato da lei e da mio cognato a denunciare l’accaduto, mi sono recato dai carabinieri. L’appuntato non ha creduto al mio racconto e mi ha invitato a raccontare la verità, cosa che io non ho fatto. Così ho sporto denuncia contro ignoti. Dopo qualche giorno mi sono rivolto a un avvocato, il quale inizialmente mi ha rassicurato dicendomi che ne avrebbe parlato con il maresciallo, ma in un secondo momento mi ha invitato a recarmi in caserma per ritirare la denuncia (cosa che volevo fare il giorno dopo l’accaduto). Dopo 2 settimane dall’accaduto, ho ricevuto la chiamata dall’appuntato che mi invitava a recarmi in caserma. Così il giorno io e il mio avvocato ci siamo andati e io ho ritirato la denuncia e ho raccontato la verità. Il maresciallo l’ha raccolta e l’ha inoltrata (in tribunale, penso). Da allora non ho avuto più notizie dal mio avvocato (al quale ho dato un acconto all’uscita dalla caserma), al quale ho pregato di far arrivare ogni comunicazione presso il suo studio. Ora la mia domanda è: rischio un processo per procurato allarme? Dal momento che sono incensurato, me la cavo con un’ammenda? Non so come comportarmi con il mio avvocato. Grazie dell’attenzione dedicatami

    • Avv. Gabriele Leone-Reply
      16 Aprile 2020 at 16:07

      Salve, sfortunatamente i profili di responsabilità che emergono dalla sua descrizione sono più vicini ad una simulazione di reato che ad un procurato allarme, punibile con una pena più severa della sola ammenda. Le consiglio di seguire più da vicino la vicenda tramite il suo legale già nominato. Per qualunque esigenza non esiti a contattarmi

  3. Denny-Reply
    29 Aprile 2020 at 11:15

    Buongiorno avvocato, sono proprietario di un immobile con giardino, nel quale sono presenti una decina di alberi che regolarmente vengono potati e le cui frasche residue, inferiori ad un metro cubo di volume, ho deciso di bruciare in condizioni di assoluta sicurezza, considerato che le disposizioni vigenti mi consentivano di farlo. Mezzora circa dopo l’accensione del fuoco , ricevo la visita di 4 vigili del fuoco, giunti con 2 mezzi pesanti, e 2 carabinieri, i quali suonando alla mia porta mi hanno chiesto, allarmati, dove fosse l’incendio dell’uliveto. Io gli ho risposto che dovevano aver sbagliato abitazione, visto che lì non c’era alcun incendio e neanche un uliveto, cosa che loro stessi hanno poi constatato, rientrando in caserma. Ricostruendo la situazione con i militari, è emerso che una vicina con cui ho pessimi rapporti ha denunciato la presenza di un incendio ad un uliveto così da far pervenire le forze dell’ordine, con il presunto proposito di farmi spegnere il fuoco (cosa che non è avvenuta) o semplicemente di infastidirmi.
    Considerato l’importante dispiegamento di mezzi (4 vigili, 2 mezzi pesanti e una volante con 2 carabinieri), e il fatto che si facesse riferimento ad un uliveto che non c’era, si può configurare il reato di procurato allarme?
    Ed eventualmente potrei agire io contro il denunciante?
    La ringrazio per quanto potrà consigliarmi.
    Cordiali saluti

    • Avv. Gabriele Leone-Reply
      30 Aprile 2020 at 9:52

      Salve, effettivamente è uno dei casi che potrebbe rientrare nel procurato allarme poiché avvertire l’autorità di polizia per un possibile incendio, pur sapendo che non vi sia, sarebbe passibile di reato

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