L’istituto del gratuito patrocinio, ben noto ormai ai fruitori dello stesso, è stato introdotto già da parecchi anni (2002) ed ha permesso a gran parte della popolazione senza un reddito elevato di avvalersi di un legale iscritto agli albi dei patrocinatori a spese dello Stato e non spendere nulla in ordine a spese legali, spese del processo e principalmente in ordine al compenso dell’avvocato.

Per ottenere l’ammissione al gratuito patrocinio in relazione ad un procedimento pendente è necessario effettuare una dichiarazione, molto spesso tramite il proprio difensore, in cui si autodichiari il reddito personale e del proprio nucleo familiare relativo all’ultimo anno di imposta non superiore al limite indicato dal D.P.R. 115/2002.

Ciò che è importante sapere che la dichiarazione è effettuata sotto la propria responsabilità, anche penale, delle cifre indicate.

A tal fine, è importante sapere che l’art. 95 del D.P.R. 115/2002 punisce colui che commette falsità o omissioni nella dichiarazione sostitutiva di certificazione con una pena da uno a cinque anni e con la multa da € 309,87 a € 1.549,37, la pena è aumentata se dal fatto consegue l’ottenimento dell’ammissione al gratuito patrocinio, la condanna comporta conseguentemente la revoca del beneficio ed il recupero a carico del responsabile delle somme corrisposte allo Stato.

La giurisprudenza sancisce che il reato è punito a titolo di dolo generico, ciò significa che il soggetto deve essere personalmente consapevole di voler indicare un dato falso nella dichiarazione, mentre invece è esclusa la responsabilità quando il soggetto abbia agito con negligenza o imprudenza.

Per questi motivi,  la Cassazione è ferma nel rilevare che il Giudicante dovrà appurare la sussistenza del dolo generico da parte dell’autore del reato in quanto non può bastare la mera constatazione dell’esistenza della falsità.

Altra elemento utile per la difesa è capire se il soggetto sia caduto in errore, non tanto sulla norma penale (in questo caso la legge non ammette errori), ma più che altro su una norma extra penale, le quali consistono in quelle disposizioni destinate fin dall’origine a regolare rapporti giuridici di natura non penale, e che non siano richiamate, neppure implicitamente dalla norma penale.

In tal caso il soggetto andrebbe infatti assolto, seguendo il precetto dell’art. 47 c.p. comma 3 che stabilisce “l’errore su una legge diversa dalla legge penale esclude la punibilità, quando ha cagionato un errore sul fatto che costituisce reato”.

2 Commenti

  1. Donato Menichella-Reply
    11 Febbraio 2019 at 14:09

    Buongiorno. In merito al gratuito patrocinio, sono previste sanzioni nei confronti del legale in caso il suo cliente abbia dichiarato in altra sede di possedere invece un reddito di oltre 15000€ in un procedimento dove era rappresentato dallo stesso legale?

    • Avv. Gabriele Leone-Reply
      11 Febbraio 2019 at 17:47

      Si consiglia di contattare il numero indicato in pagina per una consulenza in merito

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