Il mancato pagamento delle bollette del gas potrebbe indurre la Società fornitrice del gas ad interrompere l’erogazione del servizio sul contatore intestato all’utente interessato.

In detto caso, la società fornitrice, una volta che non vengono pagati gli arretrati ed il cliente diventa particolarmente moroso, decide di inviare i propri tecnici per intervenire sul contatore e mettere un sigillo che interrompe l’erogazione del gas presso l’abitazione.

Cosa accade se però l’utente o chi per lui rompe il sigillo? Sicuramente si potrà ricominciare ad usufruire della fornitura del gas, ma dall’altra parte si starebbe anche commettendo un reato.

Ed invero, in maniera presuntiva è da considerarsi reo l’intestatario della fornitura in quanto se non ha compiuto il fatto, comunque poteva avere l’accortezza di impedirlo.

L’art. 624 c.p. inchioda, tra gli altri, proprio i ladri di gas punendo, al comma 2, colui che sottrae “ogni altra energia che abbia un valore economico”.

Ciò significa che il colpevole di tale furto oltre a rischiare una condanna da sei mesi a tre anni corre il rischio di beccarsi una pena aggravata dall’art. 625 c.p. per aver utilizzato violenza sulle cose (il fatto di aver rotto il sigillo del gas) di cui al n. 2 del predetto articolo e per averlo commesso su cose esistenti su cose pubbliche di cui al n. 7 sempre dell’art. 625 c.p. (essendo il contatore appartenente alla società) o esposte alla pubblica fede (cioè esposte in pubblico).

Appare evidente che la società del gas, una volta rilevata l’anomalia su un contatore “chiuso”, farebbe una verifica in loco e, constatando la rottura del sigillo, invierebbe, insieme alla relazione di servizio del tecnico, l’informativa di reato in Procura.

Come difendersi in tali casi?

Come per il furto di energia elettrica, una delle strategie difensive è il rilevamento dello stato di necessità: si pensi alla famiglia in condizioni economiche particolarmente precarie che necessita, durante l’inverno, di azionare i riscaldamenti per evitare di morire di freddo.

In altre parole lo stato di necessità scrimina il reo dal reato tutte le volte che lo stesso sia stato costretto a compiere il crimine per salvare sé stesso o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato né altrimenti evitabile.

Qualsiasi altra strategia difensiva va adottata valutando il caso concreto considerando, ad esempio, anche vie alternative per evitare il procedimento giudiziario ed una possibile condanna penale.

6 Commenti

  1. vincenzo-Reply
    2 Marzo 2019 at 8:00

    gentilissimo avvocato gabriele leo
    mi trovo in una situazione di manomissione del sigillo del gas x morosita’ tolti i sigilloi x motivi economici e venuto un tecnico x fotografare il condatore ed a trovato la lettura non conforma alla data del distacco in piu senza sigillo cosa posso fare x non inccorrere ad una pena mi puo rispondere GRadirei il n. di cellu. grazie distinti saluti

    • Avv. Gabriele Leone-Reply
      4 Marzo 2019 at 17:01

      Mi può contattare al numero di cellulare indicato nello stesso sito nella sezione Contatti

  2. Andrea Passarani-Reply
    15 Novembre 2019 at 23:12

    Prego.mo avvocato; lo scorso 11 novembre ci sono stati apposti i sigilli al contatore per morosità; lo stesso giorno abbiamo provveduto a pagare l’importo dovuto inviando al fornitore fax della ricevuta di pagamento; contattiamo il fornitori e ci viene detto che l’erogazione del gas sarebbe stata ripristinata entro le successive 48 ore; passano le fatidiche 48 ore e niente, ne passano 72 e ancora niente; stamattina ,( dopo circa 50 chiamate di sollecito) ci viene detto che l’erogazione del gas non avverrà prima di lunedì; a questo punto sentendoci presi in giro e avendo l’esigenza di mangiare e lavarci abbiamo rotto i sigilli e riattivato l’erogazione del gas; ( l’ho fatto io personalmente) ora Le chiedo; cosa rischio in questo caso avendo rotto i sigilli ma solo quattro giorni dopo l’avvenuto pagamento? La ringrazio per l’attenzione

    • Avv. Gabriele Leone-Reply
      20 Novembre 2019 at 17:30

      Purtroppo con tale azione Lei è passato dalla ragione al torto perché la rottura dei sigilli ed il prelievo irregolare comportano il reato di furto di gas. Mi contatti telefonicamente per una maggiore consulenza in merito.

  3. DANIELE LORETI-Reply
    24 Novembre 2019 at 20:23

    Buona sera avvocato,
    Purtroppo ho un problema identico hai commenti sopra elencati
    So subentrando un appartamento dove prima abitava mio padre dall’87
    Un mese fà è venuto a mancare ed ora io essendo ancora residente li subentro io
    Solo che ho scoperto che lui aveva rimosso i sigilli come posso fare e se i tal caso rischio io qualcosa.
    Grazie

    • Avv. Gabriele Leone-Reply
      25 Novembre 2019 at 17:30

      In tal caso, atteso il Suo subentro nella fornitura, Le consiglio, il prima possibile, di effettuare una denuncia per rimozione dei sigilli nel Suo contatore al fine di evitare che un domani l’ente di fornitura del gas possa incolpare Lei per quanto accaduto.

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