Il morso del proprio cane può costare caro al padrone, ecco cosa c’è da sapere

Viene ribadito dalla Cassazione il principio consolidato secondo cui risponde del reato di lesioni personali colpose, ex art. 590 c.p., il padrone del cane che ha comportato con il suo morso delle lesioni personali ad un terzo.

Ed invero, il padrone riveste quella posizione di garanzia nei confronti del proprio animale domestico e deve adottare tutte quelle cautele e controlli affinché si eviti una possibile aggressione contro terzi che farebbe scaturire inevitabilmente un procedimento penale.

A tal fine, peraltro, è necessario sicuramente camminare muniti di guinzaglio ed, in relazione al carattere possibilmente aggressivo del proprio cane, anche una museruola tutte le volte che l’animale si relazioni con terzi.

L’assenza del microchip, peraltro, non basta per evitare conseguenze penali qualora l’appartenenza dell’animale sia ricollegabile ad un soggetto.

Il responsabile del cane, oltre alla sanzione amministrativa (in quanto reato ormai depenalizzato), di cui all’art. 672 c.p. (omessa custodia o mal governo di animali), da euro 25 a euro 258, può essere passibile, quindi, di lesioni personali colpose quando, per i casi che oggi ci interessano, si cagioni una lesione personale lieve che prevede la reclusione fino a 3 mesi o la multa fino a euro 309, o una lesione personale grave per cui si prevede la reclusione da 1 a 6 mesi o la multa da euro 123 a euro 619, o se è gravissima si applicherà la reclusione da 3 mesi a 2 anni o la multa da euro 309 a euro 1.239.

Il padrone però, potrà essere sanzionabile, ex art. 659 (disturbo della quiete pubblica) o 660 c.p. (molestie) (già entrambi affrontati nel sito ed a cui si rimanda integralmente) anche nel caso di schiamazzi provocati dal proprio cane per di più se causati in orari notturni.

Ed invero, nei casi di superamento della c.d. “normale tollerabilità” il condomino potrà decidere di denunciare tranquillamente i rumori molesti provocati dai cani di un vicino nel caso in cui siano considerati tali anche dalle altre persone abitanti in zona o condomini dello stesso stabile.

Il consiglio, quindi, per entrambe le condotte è adottare le giuste cautele per evitare conseguenze giudiziarie.

 

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