Allontanarsi dalla propria abitazione senza alcuna giustificazione accertata può determinare la denuncia per evasione.

E’ il caso di un uomo costretto ai domiciliari che decide di uscire dalla propria casa senza un reale motivo accertato.

Irrilevante, infatti, il nervosismo che lo ha indotto ad uscire di casa e presentarsi alla più vicina stazione dei Carabinieri.

Per questi motivi la IV sezione della Corte di Cassazione con la sentenza 16504 del 13 aprile 2018 conferma la decisione nel merito, condanna l’uomo ad oltre 5 mesi di reclusione.

Per evasione l’art. 385 del c.p. intende come colui che “essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade è punito con la reclusione da uno a tre anni.

La pena è della reclusione da due a cinque anni se il colpevole commette il fatto usando violenza o minaccia verso le persone, ovvero mediante effrazione; ed è da tre a sei anni se la violenza o minaccia è commessa con armi o da più persone riunite.

Le disposizioni precedenti si applicano anche all’imputato che essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in altro luogo designato nel provvedimento se ne allontani, nonché al condannato ammesso a lavorare fuori dello stabilimento penale.

Quando l’evaso si costituisce in carcere prima della condanna, la pena è diminuita.

Il soggetto, infatti, costretto ai domiciliari non può allontanarsi in alcun modo dalla propria abitazione, la giurisprudenza più severa ritiene configurarsi il delitto de quo anche quando il soggetto non si faccia trovare all’interno delle mura domestiche, ma comunque all’interno dello stabile.

L’unica esimente al delitto menzionato è lo stato di necessità, di cui all’art. 54 c.p., allorquando il soggetto sia costretto ad allontanarsi dalla propria abitazione per evitare un danno grave ed irreparabile alla sua persona.

Secondo nota giurisprudenza il pericolo è tale quando “presuppone l’imminenza di una situazione di grave pericolo alla persona, indilazionabile e cogente, tale da non lasciare all’agente altra alternativa se non quella di commettere un reato. Inoltre, ai fini dell’applicabilità dell’esimente, occorre che la situazione di pericolo sia attuale, non volontariamente causata e non altrimenti evitabile”.

 

 

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