La condotta di cui all’art. 574 punisce il genitore che sottrae il figlio dall’esercizio della potestà genitoriale dell’altro per un periodo rilevante dalla casa coniugale o dall’ambiente in cui normalmente il minore dimora senza una effettiva giustificazione da parte dell’altro genitore.

In altre parole, al fine di configurare la condotta illecita, vi deve essere l’intenzionalità da parte del genitore di compiere una condotta antigiuridica di sottrazione del minore dall’ambiente di riferimento e condurre una condotta esclusiva e di controllo sul medesimo per un determinato periodo di tempo effettivamente apprezzabile.

Detta condotta potrebbe essere ulteriormente più rilevante nel caso in cui il genitore eluda una sentenza civile che concerna l’affidamento del/i figlio/i, di cui all’art. 388, comma 2 c.p.

Pena più aspra è prevista nel caso in cui il genitore decida autonomamente di trasferirsi all’estero con il minore senza il consenso dell’altro genitore, di cui all’art. 574 bis c.p.

Anche in questo caso la legge e la giurisprudenza sono tassative nel condannare l’intenzionalità del genitore consistita nell’allontanarsi dal tetto coniugale con il figlio senza il consenso dell’altro genitore e non informandolo sul luogo di trasferimento.

Il reato di sottrazione di minore, che sia l’art. 574 o 574 bis c.p., è di natura permanente, ciò significa che si consuma per tutto il tempo in cui il minore viene sottratto alla potestà genitoriale, anche nel caso in cui vi sia una sottrazione o ritenzione momentanea per un tempo, però, sempre giuridicamente apprezzabile.

In detto caso, è necessario che si evidenzi la volontà di infrangere l’ordinario rapporto di subordinazione tra la persona incapace/minore e la sua famiglia, purché sia ritenuto violato il diritto di vigilanza e di custodia.

Ai fini difensivi, gli unici elementi che possono screditare la condotta sono il tempo di sottrazione e lo stato di necessità.

Nel primo caso, la difesa dovrà dimostrare che il tempo di trattenimento del minore dalla potestà genitoriale sia stato minimo e non antigiuridico, ovvero quando vi è il consenso e la conoscenza dell’altro genitore del periodo di allontanamento del minore dalla casa coniugale.

Nel caso, invece, dello stato di necessità, di cui all’art. 54 c.p., la difesa del genitore imputabile dovrà dimostrare di essere stato costretto ad allontanare il minore per esigenze legate alla necessità di salvarlo dal pericolo attuale e futuro di danno grave alla persona.

Detta situazione, si può configurare nel caso in cui vi siano dei maltrattamenti, percosse o lesioni attuate sull’altro genitore e sul bambino.

Pertanto, l’allontanamento ed il trasferimento in altro luogo senza comunicare all’altro genitore sarebbe giustificata, in sede di processo, dalla dimostrazione di detta esimente.

 

 

4 Commenti

  1. Aissatou-Reply
    22 luglio 2018 at 18:31

    Buongiorno, io ho una figlia di 2 anni e mezzo. Io e suo padre non stiamo più insieme da piû di anno ormai e da 8 mesi vivo in francia con lei con il consenso del padre, poi l’ho portata un mese in Italia in modo che si veda con suo padre, ma quest’ultimo non vuole più che ritorni a casa con me. Premetto che la custodia di mia figlia mi è sempre appartenuta, volevo sapere se la portassi con me anche senza il suo consenso se è considerato come reato di minore

    • Avv. Gabriele Leone-Reply
      23 luglio 2018 at 12:28

      Dovrebbe garantire la visione della figlia al padre secondo quanto stabilito dalla sentenza del giudice civile (se vi è stata una separazione) o trovare un accordo con il padre per garantirgli la visione della stessa. Ad ogni modo, in assenza di un consenso del padre è consigliabile parlare con un civilista per trovare un accordo con il suo ex compagno/marito o rivedere i termini della separazione, qualora vi sia stata.

  2. Katia-Reply
    28 luglio 2018 at 15:40

    Buongiorno avvocato io volevo un consiglio:io e i miei bambini siamo stati rinchiusi in.una casa di media protezione ma vorremmo tornare subito a casa , non ce la facciamo più. Vorrei sapere cosa rischio se prendo tutte le nostre cose e rientriamo a casa nostra, tenendo conto che siamo a 64km da casa e il nostro ente è nella città di residenza. Buona giornata

    • Avv. Gabriele Leone-Reply
      6 agosto 2018 at 15:47

      Le consiglio di contattare il numero indicato nella pagina per avviare una consulenza legale.

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