La mancata indicazione di “prodotto surgelato” configura la frode in commercio

Mancata menzione di prodotto surgelato all’interno del menù? È frode in commercio

Attenzione quando si decide di andare a mangiare in un locale dove non si sono lette le recensioni!

Ed infatti, oltre al rischio di non mangiare bene o consumare prodotti in cattivo stato di conservazione è importante consultare attentamente il menù.

L’art. 515 del nostro codice penale indica che incorre in reato chi “nell’esercizio di un’attività commerciale, ovvero di uno spaccio aperto al pubblico, consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità diversa da quella dichiarata o pattuita”.

La pena prevista, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, è fino a due anni di reclusione o di 2.065,00 euro di multa.

La Cassazione ultimamente con la sentenza n. 30173/2017 è ritornata sulla questione rilevando che la mancata indicazione nel menù di “prodotto surgelato”, qualora riguarda un alimento non fresco come la carne, pesce o verdure, può costituire un tentativo di frode in commercio.

Il ristoratore, in tal modo infatti, non permetterebbe una adeguata informazione ai consumatori, i quali, inconsapevolmente, riterrebbero di mangiare un alimento presentato come “fresco” quando invece non lo è.

Pertanto, diffidando di consumare cibi all’interno di locali “alla buona”, il consiglio è di consultare sempre attentamente il menù al fine di evitare sicuramente degli alimenti sicuramente non freschi ed indigesti e di segnalare prontamente il ristoratore all’autorità procedente.

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